Libano

Dalla prima cooperazione come Ufficio dell’Ambasciata agli ultimi anni, il Libano ha attraversato una molteplicità di crisi che ne hanno severamente compromesso la stabilità sociale, economica e ambientale. Alla crisi economica del 2019, alla pandemia e all’esplosione del porto di Beirut, si è recentemente aggiunto il conflitto che ha esposto il Paese ad una nuova e incisiva crisi emergenziale che ha causato, tra le altre cose, lo sfollamento di oltre 1,3 milioni di persone e ingenti danni alle infrastrutture del Paese, mettendo di conseguenza a dura prova i sistemi nazionali sanitari, educativi, idrici, energetici e di protezione sociale.

Se la fornitura di servizi pubblici era già complicata, ad oggi è quasi assente in vaste aree del Paese, soprattutto nel sud e nella valle della Bekaa. Le popolazioni vulnerabili, inclusi i rifugiati siriani e i libanesi più poveri, sono state particolarmente colpite, con una crescente difficoltà ad accedere a beni di prima necessità e servizi essenziali che ha alimentato il già teso panorama politico e sociale, con il rischio di una polarizzazione ancora maggiore tra diverse comunità. Oltre agli effetti dell’escalation negli ultimi mesi del 2024, il Paese è ormai da anni in una condizione di crisi socioeconomica protratta, aggravata dalla presenza di circa 1,5 milioni di sfollati siriani e oltre 220.000 rifugiati palestinesi.

In questo contesto, il Libano si trova di fronte a una serie di sfide interconnesse che richiedono risposte coordinate e una riflessione profonda sulla sua capacità di affrontare le crisi a lungo termine, salvaguardando i diritti umani, il patrimonio culturale e promuovendo un processo di sviluppo sostenibile che possa garantire un futuro più stabile e prospero per la sua popolazione. La ricostruzione del Paese, tanto materiale quanto basata su una serie di riforme, appare più che mai una priorità.

La complessa situazione libanese impone un approccio multifattoriale e contestualizzato. Pur mantenendo l’assistenza umanitaria, una priorità per rifugiati e sfollati interni, è sempre rimasta presente la necessità di trascendere la mera risposta emergenziale. Investimenti mirati in interventi di sviluppo sostenibile rappresentano un imperativo per rafforzare la resilienza delle comunità locali.

La stabilizzazione del Libano è perseguita attraverso il potenziamento istituzionale e della governance, unitamente al sostegno alla società civile, attore chiave nella promozione della coesione sociale e della partecipazione democratica.

La Cooperazione Italiana si è caratterizzata per la qualità degli interventi, la centralità della partnership con gli attori locali e l’enfasi sulla promozione dei diritti umani. Storicamente radicata, con un primo accordo bilaterale nel 1983 e l’istituzione dell’Ufficio della Cooperazione Italiana nel 2006, nel 2024 l’azione italiana in Libano ha mobilitato negli anni risorse superiori a 397 milioni di euro.