Siria

Nel 2025 la crisi siriana continua a generare bisogni umanitari significativi, in un contesto segnato da instabilità e deterioramento delle condizioni socio-economiche.

Le ostilità persistono in diverse aree del Paese, incluse le regioni nord settentrionali, meridionali e costiere, causando nuovi sfollamenti, maggiori rischi di protezione per la popolazione civile e ostacoli rilevanti all’accesso umanitario. La presenza diffusa di ordigni inesplosi e residuati bellici rappresenta una minaccia quotidiana, mentre il collasso dei servizi pubblici essenziali – aggravato da carenze energetiche, inflazione galoppante e assenza di liquidità – limita l’accesso della popolazione ai beni di prima necessità e compromette la capacità operativa degli attori umanitari.

A questa pressione si aggiunge l’aumento significativo dei movimenti di ritorno: dall’8 dicembre del 2024 ad ottobre 2025 sono rientrati in Siria oltre un milione rifugiati dai Paesi limitrofi e circa oltre 1 milione e mezzo di sfollati interni verso le loro aree di origine, mentre il numero complessivo di IDP nel Paese rimane elevato.

La Cooperazione Italiana adotta un approccio multisettoriale integrato, con un focus sia sull’assistenza umanitaria sia sul rafforzamento della resilienza comunitaria, in linea con l’orientamento strategico delle priorità umanitarie e con la transizione in atto nel sistema di coordinamento, che mira alla pianificazione unificata della risposta a partire dal 2026.

Tale approccio appare particolarmente pertinente al sostegno della popolazione vulnerabile in un momento cruciale di evoluzione del contesto politico e operativo siriano, contribuendo al contempo a rafforzare i meccanismi locali di risposta e a promuovere una prospettiva di recupero sostenibile.

Dal 2012 al 2025, la Cooperazione Italiana ha stanziato oltre 225 milioni di euro per progetti in Siria, di cui 161 milioni per iniziative multilaterali e 64 milioni per iniziative bilaterali. Questo supporto è fondamentale per l’assistenza umanitaria, la resilienza delle comunità e la ripresa del Paese.

Le iniziative si concentrano su:

  • Protezione (rifugiati, sfollati, minori, violenza di genere, sminamento)
  • Ripresa economica e infrastrutture (early recovery e livelihoods)
  • Sicurezza alimentare e agricoltura
  • Salute ed educazione
  • WASH

La strategia mira a fornire assistenza umanitaria e servizi essenziali alle persone più vulnerabili (sfollati, donne, minori, disabili), migliorando le loro condizioni di vita e rafforzando la resilienza delle comunità. L’approccio si basa sul “triplo nesso” umanitario-sviluppo-pace per massimizzare l’impatto e affrontare sia i bisogni immediati che le cause profonde della vulnerabilità.

Nel 2025, la Sede AICS di Beirut ha in Siria 26 iniziative per un valore complessivo di 85,5 milioni di euro, di cui 19 a valere sul canale emergenza (64,5 milioni di euro) e 7 nell’ambito della resilienza (21 milioni di euro). Le iniziative sono realizzate da 20 organismi internazionali (OII), 6 Organizzazioni della Società Civile (OSC).