Ogni giorno, e in particolare durante i 16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere, è fondamentale focalizzare l’attenzione sulle forme di violenza che si intensificano in contesti di crisi.
Secondo i dati del GBVIMS (Gender-Based Violence Information Management System), in Libano gli atti di violenza domestica rappresentano una quota significativa delle segnalazioni registrate, e il peggioramento delle condizioni economiche espone donne e ragazze a rischi ancora maggiori, inclusi lo sfruttamento sessuale e l’aumento delle molestie online.
In questo scenario, l’alfabetizzazione e la sicurezza digitale emergono come strumenti cruciali di protezione e empowerment. L’Italia, attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, conferma il suo impegno grazie ad attività di prevenzione della violenza di genere, sia online che offline.
La testimonianza di Louay Al Hajj, Software Engineer e Technical Trainer, volontario e consulente nell’ambito del progetto E-RISE (AID 12511/01/2) finanziato dalla Cooperazione Italiana e implementato da Terre Des Hommes Italia, evidenzia l’urgente necessità di colmare il divario di conoscenza tecnica per proteggere donne e ragazze dalle crescenti minacce di abuso, adescamento (grooming), cyberbullismo e ricatto che prosperano negli spazi online.
“Le donne e le ragazze affrontano una serie di rischi per la sicurezza online — dal cyberbullismo, alle molestie e all’adescamento, fino alle violazioni della privacy, allo stalking e al ricatto. Sono anche frequentemente esposte a contenuti violenti o sessuali e prese di mira da truffe o profili falsi. Purtroppo, questi pericoli colpiscono spesso donne e ragazze in modo più intenso a causa della violenza di genere e della discriminazione online.
Le donne e le ragazze possono stare più al sicuro online sviluppando consapevolezza e solide competenze digitali — utilizzando le impostazioni sulla privacy, password complesse e l’autenticazione a due fattori; evitando di condividere pubblicamente dettagli personali; e sapendo come bloccare, segnalare e documentare gli abusi. Dovrebbero diffidare di link e profili sospetti, riflettere attentamente prima di pubblicare, cercare aiuto da adulti fidati o autorità quando necessario e partecipare a workshop sulla sicurezza digitale per rafforzare la loro protezione online.
I partecipanti sono stati molto attivi e coinvolti. Hanno fatto domande, condiviso esperienze e preso parte a discussioni e attività di gruppo. Molti hanno collegato le lezioni a situazioni reali del loro uso quotidiano di internet. Le sessioni hanno creato un ambiente sicuro in cui le persone si sono sentite a proprio agio nel parlare di questioni che di solito non vengono affrontate apertamente.
A mio parere, la formazione è stata un successo ed è stata utile. I partecipanti hanno acquisito conoscenze pratiche e se ne sono andati sentendosi più sicuri e informati sulla sicurezza online. Combinare la conoscenza tecnica con la consapevolezza sociale ha reso la formazione più facile da capire e più efficace per la comunità. Credo che l’uso dell’esperienza tecnica nel lavoro sociale svolga un ruolo importante nell’aumentare la consapevolezza digitale e nell’emancipazione delle persone, in particolare delle donne e delle ragazze che affrontano rischi più elevati online.”
Photo Credits: Terre des hommes Italia

