Libano – contesto

Il Libano, Paese dei cedri e dei fenici, è la cerniera tra l'occidente e il Medio Oriente. Geograficamente un piccolo Paese di 10.452 Kmq.,con i confini terrestri segnati da montagne e fertili colline e che si apre con una lunga costa sul Mediterraneo. Il Libano rappresenta un mosaico sociale, culturale e religioso unico al mondo. Sul suo territorio vive una popolazione stimata di circa 4,5 milioni di abitanti, divisa in 18 confessioni riconosciute dalla Costituzione del 1943, a questa si aggiungono circa 300.000 rifugiati palestinesi, che vivono qui dal 1948, e negli ultimi anni più di un milione di sfollati in fuga dalla guerra civile siriana.

Da un punto di vista sociopolitico il Libano è un vero e proprio laboratorio umano, dove continuamente si sperimentano le strade per una possibile convivenza tra culture, etnie e fedi diverse.

A questi elementi geopolitici si devono aggiungere quelli della storia recente del Paese, segnata da quindici anni di guerra civile, conclusa nel 1990 e la guerra con Israele del 2006.  Attualmente la politica, la società e l’economia libanese sono fortemente segnate dai conflitti e dalle tensioni che caratterizzano tutta la Regione Mediorientale.

Il Libano da anni vive una profonda crisi economica, con un tasso di disoccupazione giovanile stimato al 37% e dove i servizi pubblici come scuola e salute sono fortemente carenti. La crisi economica, occupazionale e dei servizi pubblici è stata ulteriormente amplificata dalla presenza costante di circa un milione e mezzo di cittadini siriani. Secondo le stime più aggiornate in seguito alla crisi siriana circa 200.000 libanesi si sono aggiunti ai 250.000 che già vivevano sotto la soglia di povertà e 300.000, soprattutto giovani non qualificati, hanno perso il loro lavoro.

Sul versante politico negli ultimi anni, nonostante tutte le pressioni interne ed esterne, il Paese è riuscito a superare una lunga fase di stallo e, dopo quasi tre anni, alla fine del 2015 è stato eletto Presidente della Repubblica, Michel Aoun, e formato il nuovo Governo.

In pochi mesi l’esecutivo è riuscito a varare una nuova legge elettorale con la quale i libanesi il 6 maggio 2018 hanno rinnovato il Parlamento. Il risultato elettorale è stato quello di un sostanziale equilibrio delle maggiori forze in campo, si è così aperta una lunga fase di trattativa, che si è conclusa il 31 gennaio del 2019 con la formazione del nuovo esecutivo.

Il Governo, frutto di un accordo che ha coinvolto tutte le principali forze politiche, si è dimesso nel novembre 2019 a seguito di una massiccia protesta popolare scatenata dall’annuncio di nuove tasse e privatizzazioni previste dalla legge di bilancio 2020.

Dopo un paio di mesi di trattative è stato formato un nuovo esecutivo, non più basato sulla formula dell’unità nazionale.

Il Governo è chiamato ad affrontare una crisi economica e finanziaria senza precedenti per il Paese dei Cedri, segnata da una pesante svalutazione della valuta locale, dalla scarsa disponibilità di valuta estera e da una quasi completa paralisi del sistema bancario. Elementi che gravano sulla vita economica e sociale di un Paese che importa quasi tutte le materie prime e che aveva nelle rimesse dall’estero dei suoi concittadini una delle principali fonti d’introito.

In pochi mesi moltissime piccole e medie imprese hanno chiuso i battenti causando una ulteriore forte aumento della disoccupazione.