A Zahle l’Italia rinnova il suo impegno per la tutela dell’ambiente libanese

 

Gestione ecosostenibile delle acque, risanamento ambientale e tutela della salute pubblica sono gli obiettivi principali dell’impianto per il trattamento delle acque reflue realizzato a Zahle, Libano, dalla Cooperazione Italiana insieme al Council for Development and Reconstruction(CDR) libanese.

Lo “Zahle Wastewater Treatment Plant” (Zahle WWTP) è operativo dalla fine del 2017 e da allora attraverso la depurazione delle acque reflue urbane contribuisce all`abbattimento del carico inquinante dei due più importanti fiumi della Valle della Bekaa, il Litani e il Berdawni. L`impianto è un depuratore di tipo terziario, unico al momento nel Paese, per il trattamento delle acque reflue industriali e domestiche che copre un bacino di popolazione pari a 205.000 abitanti della zona e i siti industriali dell’area.

Da un punto di vista ambientale la struttura è in grado di dare un contributo significativo al risanamento dei due corsi d’acqua e dei loro bacini idrografici e tutta la regione, che vede nell’agricoltura e nel turismo le principali attività economiche ed un importante indotto in linea con in principi di sviluppo sostenibile. I risultati delle analisi sulla qualità dell’acqua dopo il trattamento, mostrano parametri negli standard internazionali, consentendone il reimpiego dell’acqua per uso agricolo. Finora sono stati trattati complessivamente 30 milioni di m3 di acque reflue con una portata media giornaliera di 20.000 m3.

Lo Zahle WWTP, però, stava correndo il rischio di diventare una delle tante vittime della devastante crisi economica che da quasi tre anni travolge il Libano. La mancanza di continuità della fornitura di energia elettrica, i continui blocchi del processo di depurazione e la carenza di risorse finanziarie del Governo libanese per garantirne la manutenzione ordinaria e la presenza di personale tecnico specializzato, sono gli elementi che avrebbero portato alla paralisi dell’impianto senza un intervento esterno da parte dei donatori

A questo appello ha risposto la Cooperazione Italiana che nei giorni scorsi ha firmato un accordo con UNDP per un contributo di 4 milioni di Euro destinato a garantire l’operatività dell’impianto per i prossimi due anni.

L’accordo è stato siglato a Zahle dall’Ambasciatrice d’Italia, Nicoletta Bombardiere, e dalla rappresentante in Libano di UNDP, Melanie Hauenstein, alla presenza di Liana De Rosa, Vicedirettrice AICS Beirut, del Ministro dell’Ambiente, Nasser Yassine, del Ministro dell’Energia e dell’Acqua, Walid Fayyad, e dei rappresentanti del CDR e della Municipalità di Zahle. Ricordando il grande sforzo fatto dal nostro Paese, nel corso della cerimonia l’Ambasciatrice ha sottolineato che “È fondamentale che tutti i partner coinvolti intraprendano le azioni necessarie per la sostenibilità del progetto dopo i due anni, in termini di fornitura continua di energia elettrica e gasolio (in caso di interruzioni), smaltimento dei fanghi e disponibilità di risorse umane e finanziarie”.

Oltre al progetto di Zahle, la Cooperazione Italiana è attiva con altri progetti infrastrutturali su tutto il territorio nazionale per la gestione e il trattamento delle acque per un ammontare totale di finanziamenti pari a 180 milioni di euro, e con una consolidata esperienza nel settore riconosciuta dall`intera comunità internazionale oltre che dagli attori istituzionali locali.

 

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