Beirut, un anno dopo l’esplosione al porto

A un anno di distanza dalla devastante esplosione del porto di Beirut del 4 agosto 2020, AICS Beirut partecipa alla commemorazione dell`evento che rappresenta un doloroso spartiacque della storia del Libano, e che ancora oggi riecheggia il dolore provocato da morte e distruzione in gran parte della città.

La risposta della cooperazione italiana in Libano, presente nel paese da quasi 40 anni, anche in quell`occasione fu tempestiva e diretta all`emergenza umanitaria e sanitaria. La Sede AICS di Beirut in poche ore stanziò fondi per le attività di emergenza della Croce Rossa libanese, del Comitato Internazionale della Croce Rossa e dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari. D`intesa con il Ministero degli Affari Sociali libanesi furono distribuiti circa 3.000 pacchi alimentari alle famiglie maggiormente colpite.

Quarantotto ore dopo il disastro i giovani dei “Consigli municipali dei ragazzi/ragazze” di Rashaya e Ajaltoun, nati da un progetto realizzato con il Ministero degli Affari sociali, arrivarono nella capitale per aiutare a ripulire le case piene di detriti. Dalla cooperativa ortofrutticola di Kaa, risultato di un progetto promosso dalla “Fondazione Giovanni Paolo II” e finanziato dalla Cooperazione Italiana, partirono camion carichi di frutta e verdura distribuiti gratuitamente a chi nell’esplosione aveva perso tutto. Intanto dall’Italia arrivavano nel Paese medici, esperti, container di aiuti sanitari e un intero ospedale da campo.

Nel corso di quest’anno AICS Beirut ha mantenuto il suo impegno a fianco delle istituzioni libanesi finanziando Agenzie delle Nazioni Unite e ONG per la realizzazione di progetti che vanno dall’assistenza umanitaria all’educazione, dalla tutela della salute alla difesa del patrimonio culturale.

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