Visita ai percorsi della Val Kadisha di AICS Beirut

I colori degli antichi affreschi rupestri tornati a brillare e alcuni dei sentieri che collegano i tanti monasteri della Valle Kadisha messi in sicurezza e pronti ad accogliere i visitatori. Lo staff tecnico e il Direttore dell’AICS di Beirut, Alessandra Piermattei, insieme alla Direzione Generale delle Antichità libanesi e all’UNESCO, hanno visitato i risultati raggiunti dal progetto realizzato da UNESCO e finanziato dalla Cooperazione Italiana.

La Valle Kadisha, o Valle Santa, è il cuore storico dei cristiani del Libano. Sono 86 i siti nella Valle utilizzati dall’uomo fin dal Paleolitico, circa 80.000 anni prima di Cristo, mentre la prova documentata della presenza cristiana risale al V secolo. La storia della valle Kadisha è inseparabile da quella del Libano e della sua comunità cristiano maronita. Con le sue alte montagne il Paese è sempre stato un rifugio naturale per le minoranze della Regione. Inoltre, fin dai primi secoli del cristianesimo, la valle è servita come eremo sicuro per chi voleva dedicare la sua vita alla solitudine, alla meditazione e alla preghiera.

Oggi la valle accoglie ancora uno dei più importanti e antichi insediamenti monastici cristiani al mondo. I suoi monasteri, molti dei quali risalgono ai primi secoli del cristianesimo, sono spesso nascosti tra le rocce e difficili da raggiungere. Nella zona si trova anche quello che rimane della grande foresta di cedri del Libano, albero molto usato nell’antichità.

L’iniziativa “Riabilitazione e valorizzazione di Wadi Kadisha”, Sito del Patrimonio Mondiale Unesco sin dal1998, intende sostenere la protezione della valle della Kadisha, promuovendo attività di messa in sicurezza, conservazione e restauro di alcuni siti culturali e religiosi, la riabilitazione di alcuni sentieri e percorsi di visita. Attività realizzate nell’ottica di sviluppo del turismo sostenibile e della valorizzazione delle risorse culturali e naturali del luogo in un’area rurale caratterizzato dalla forte emigrazione giovanile.

L’iniziativa è stata finanziata dalla Cooperazione Italiana sul canale multilaterale con un importo di euro 500.000 a UNESCO, che si occupa della realizzazione dei lavori.

 

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